Quindi, Grant, io dovrei fare questa cosa con il tuo amico Byron?
Sì, proprio così, sorellina cara, disse Grant.
Ma ti rendi conto che Byron ha trenta anni più di me? Disse Nam, che aveva poggiato il pennello per terra. Stava dipingendo la sua casa di bianco ed era stata interrotta dalla visita del fratello. Già questo fatto, la visita del fratello, era stato sufficiente a farle perdere la serenità di quel momento.
Poi questa richiesta. Assurda. Insomma, non era dell’umore giusto per continuare a pitturare le assi di legno. La sua era una tipica casa dello Iowa. Bianca, stile gotico. Americana, in breve. Americana di quella parte dell’America, a dirla tutta.
Bah, fece Grant, gonfiando le guance del suo faccione e allargando le braccia secche. Byron non è esattamente un mio amico, è piuttosto il mio dentista. Gli devo molti favori.
Poi l’età sarebbe il meno. È che non lo sopporto, riprese Nam. Nessuno lo sopporta qui ad Eldon.
Grant si guardò le unghie con indifferenza, povero Byron si sa che gli abitanti di Eldon non sono molto socievoli.
Camminando a passo svelto Nam fece mezzo giro di casa, passando dal fienile. Aprì la porta del pollaio e controllò in silenzio che le galline uscissero tutte per la consueta mezza giornata di pascolo. Se le libero prima lasciano le uova intorno a casa. Non capiscono che debbono deporre nei nidi. Cosa li ho messi a fare i nidi? Disse stizzita Nam. Non ce l’aveva con le galline, ma con il fratello. Era chiaro. Raccolse quattro o cinque uova e le diede con malagrazia a Grant. Reggi e vedi di non romperle! Ti rendi conto di quello che dici? Io dovrei starmene lì con questo dentista soltanto perché ti ha curato una carie gratis?
Non era una carie, era un fastidioso ascesso!
Non cambia nulla. Potrebbe averti cavato anche tutti i denti, potrebbe averli lucidati uno ad uno e rimessi al loro posto. Non mi pare che sia una richiesta da fare ad una sorella.
Mi serve una coppia come la vostra.
Noi non siamo una coppia. A stento lo conosco. Il tanto che basta per considerarlo insopportabile. Non saremo mai una coppia.
Ok, certo che non siete una coppia. Non pretendo che siate una coppia. Devi comportarti come se foste una coppia. Grant cominciò a camminare avanti e dietro. Inciampò. Finì con il calpestare il pennello, ma salvò le uova.
Guarda cosa hai combinato. Urlò Nam!
Per questa cosa mi daranno trecento dollari Ti ci compro tutti i pennelli che vuoi.
Nam raccolse con cura il pennello, lo asciugò contro i suoi pantaloni da lavoro. Lo guardò e lo lanciò lontano. È inutilizzabile, ora. Sei peggio della grandine Grant. Dove arrivi tu c’è distruzione. Insomma, lo faresti per soldi…
Non solo. Ma certo è che trecento dollari mi fanno molto comodo.
Duecentocinquanta. Cinquanta sono miei.
Oh, grazie sorellina, fece Grant zampettando come un bambino, ma facendo attenzione alle uova. Ne avesse rotto uno sarebbe stata la fine della trattativa. Lo sapeva bene.
Ci devo pensare. Ma se accetto, e non è detto affatto che accetti, cinquanta dollari sono miei. Paghi in anticipo.
Ok. Ma devi dirmelo subito. Se si può fare corro da Byron e lo porto qui.
Qui?
Eh sì, questa cosa va fatta qui.
A casa mia?
Non proprio a casa, davanti casa. Hai appena tinteggiato la facciata. È bellissima.
Quanto ci vorrà?
Un pomeriggio può bastare.
Ma cosa dirà la gente? Mi consentirai almeno di dire che sono sua figlia?
Bah, disse aprendosi a croce. Va bene. Aggiunse, dopo averci pensato un po’ e gonfiato le grosse guance. Ma la versione ufficiale deve rimanere questa: siete una coppia.
Poi si girò verso un grosso telo di juta che aveva lasciato fuori dalla macchina. Ecco sorellina, indossa questo vestito. Ti starà a pennello. Il vestito di una contadina puritana. A Byron piacerà moltissimo.
E lui?
Lui cosa, Nam?
Lui cosa indosserà…dico.
Bah, lui sembrerà un tipo che ha appena terminato il suo lavoro nei campi. Niente di pesante. Non deve essere sudato, sporco. Un viso di uno di qui, intento a lavorare, ma non sfinito dalla fatica. Uno che si ferma un attimo mentre sta lavorando e mi guarda. Inespressivo. Non voglio che sembri distrutto dal lavoro. Ha appeno dato un po’ di fieno ai suoi animali. Sì, ecco… avrà un forcone. Hai un forcone cara? Sai ci ho pensato ora e non ne ho portato uno dietro…
Faccio un salto da Byron e lo porto qui. Intanto metti un po’ in ordine e trova il forcone.
Ma non lo puoi disegnare senza vederlo ‘sto benedetto forcone?
Bah, fece di nuovo Grant allargando le sue lunghe braccia.
A questo punto le cose cambiarono. Inaspettatamente. Si sa come sono fatte le donne. Volubili. Nam scosse la testa e disse: No!
Non hai un forcone?
No, ci ho ripensato. Ma prima gli tolse le uova dalle mani. Conosceva il fratello. Le avrebbe sbattute a terra.
Non lo farò mai.
Ma avevi detto che… provò a ribattere Grant. Gli uscì la voce della sconfitta. La voce che piace alle donne. Non lo fece di proposito. Ma con quel suo ingenuo richiamarsi ad un patto mai sottoscritto aveva mostrato il collo.
Facciamo una cosa. Io ora mi cambio e finisco di sistemare la campagna, poi indosso questo orribile vestito. E mi metto in posa. Tu intanto disegni la facciata di casa. Poi ti prendi il forcone. Prima però lo usi per dare il fieno alle bestie. Le mucche non possono aspettare i comodi tuoi. Poi te ne vai dritto dritto dal tuo dentista a finire il tuo quadro.
Ma cara, sai non è soltanto la questione di disegnare un forcone… è la vostra postura che conta e con o senza forcone fa la differenza. La composizione della scena. E poi dipingervi separati… non saprei.
Sei tu l’artista. O così o niente.
Bah, fece allargando le braccia, però ti voglio imbronciata, non arrabbiata come quando ti ho chiesto di fare questa cosa. Preparati in queste ore. Ci vuole preparazione. Non si può improvvisare. Ecco, devi avere il volto di una che pensa di stare a perdere tempo con una cosa inutile…distratta.
Distratta sì, ma non inutile. Mi frutta cinquanta dollari, fratellino. Ricordalo.
Già, chissà se Byron avrà da prestarmi i tuoi venticinque dollari. Metà lavoro, metà compenso. Ultimamente sono proprio al verde.
Bah, disse allargando ancora le se palanche, lui sarà contento di comparire con te nel quadro. Ti adora.
