Quando dico che l’incipit deve portare il lettore sulla cima e poi lasciarlo volare, intendo che il racconto breve deve essere scritto con inchiostro di adrenalina.
Non vogliamo che il nostro lettore si schianti a terra, allora dobbiamo dargli ali leggere. Per volare le sue ossa devono essere vuote, come quelle degli uccelli, scarnite di tutto quello che non è essenziale.
Al contrario, ne’ Le correzioni di Jonathan Franzen, un capolavoro, il lettore percorre, con il suo passo, il sentiero che lo porta sul terreno di un continuo saliscendi, soltanto alla fine si guarderà indietro e ammirerà il cammino lastricato da centinaia di pagine. Alcune noiose, altre superflue. Quel tipo di lettore sarà contento anche dei momenti noiosi e superflui perchè sono serviti a comporre il cammino che alla fine appare completo e appagante.
Il racconto breve è un grappino da mandare giù tutto d’un sorso, contro un vino rosso da meditazione.
Non tutti la pensano così, dico la cosa dello shottino. Checov ha scritto dei grandi grappini invecchiati in barrique da gustare davanti al fuoco. Il Carver di Cattedrale è un capolavoro da leggere parola per parola e rileggere ancora a distanza di giorni. Ma non tutto Carver funziona così e Cattedrale è quasi un romanzo, un bonsai di romanzo.
Tutto Carver e tutto Checov hanno però una caratteristica da bicchierino super alcolico: la botta che ti danno con un ritmo calzante, avvolgente, scandito.
Togliere il superfluo e colpire il lettore alla giugulare.
E’ questa la lezione dei maestri che, come ho potuto, ho tentato di portare in Device, Dio mi perdoni se scrivo il mio nome nello stesso articolo in cui cito Franze, Carver e Checov.
Device ha un filo rosso: in ogni racconto viene descritto l’impatto che la tecnologia ha su di noi. E’ facile essere essenziali quando al centro c’è Facebook.
Ma quando parliamo della scena di un presunto delitto?
Mi sono dato un obiettivo: parli del mondo dei social? Scrivi come scriveresti su Twitter. Ogni frase un tweet. Ecco, tutto si può dire sul mio shottino, tranne che non sia un colpo di fucile.
Arrivarono i rinforzi, la scientifica, l’ispettore, il magistrato. Professionali.
Vicini e giornalisti si appostarono, avidi e cinici, dove potevano.
I primi inventariarono, fotografarono, sequestrarono.
I secondi cercarono di capirci qualcosa. Curiosi.
Per completare il copione chiamarono a testimoniare anche la bella signora mora. Quella era già pronta per le ultime giornate di mare ed era ancora delusa per come si erano conclusi i fatti la sera prima.
Lanciò uno sguardo di sfida a Luca. Sperava ancora di vederlo in manette.
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