“Mi ricordo che un giorno il professore di italiano venne in classe e diede da fare un tema libero, senza titolo. Non sapevo cosa scrivere, non mi veniva niente. Allora ho cominciato a scrivere questo: ‘se non mi date un titolo la mia fantasia non riesce a scrivere niente’, mi sentivo con le spalle al muro, ho descritto proprio quella situazione e l’ho intitolato, tema libero sul tema libero. Aspettavo il momento della consegna, immaginavo il professore arrivare e dirmi che mi voleva bruciare vivo. Quando arrivò, si alzò e disse: ‘Vorrei leggervi il tema che mi è piaciuto di più’; era il mio e mi ha dato tra il 9 e il 10. Una cosa incredibile, è stato quello che mi ha dato la fiducia di potermela cavare con l’onestà e la sincerità. Quando sei alla frutta, con le spalle al muro, se lo dici poi alla fine va bene. Un meccanismo che uso ancora quando scrivo le canzoni.”
Vasco Rossi, web
Non so quanto Vasco Rossi ne sappia di sport, ma questa citazione è fondamentale.
Vasco, saranno contente le mie figlie e mia moglie, è qui al centro del @progetto equilibrium e dell’ idea che prende un po’ dalla pallavolo ecologica e un po’ dall’Inner game di Gallwey.
In molti oggi reclamano che nello sport siano stimolate la creatività e la fantasia. Non si gioca più per strada, i ragazzi che praticano sport passano ore attaccatti ad un telefonino, sono rimasti pochi gli oratori dove si entra e si gioca, non ci sono più i cortili. Si fa sport nella “scuola calcio” nell’ “accademia del volley” e in realtà che ricordano schemi nei quali la fantasia e la creatività sono lasciate ai margini. Tuttavia, anche negli spazi ormai tradizionali si può adottare un medoto che favorisca la creatività, proprio assegnando ai ragazzi temi a piacere … ma con un titolo.
Quando si parla di consapevolezza, creatività, spontaneità nello sport e nell’allenamento, gli educatori (oh, sì gli allenatori sono prima di tutto educatori) debbono pensare a dare il titolo, proprio come richiede il giovane Vasco e, aggiungo io, devono prescrivere alcuni vincoli.
Faccio un esempio in modo da ragionare su fatti concreti.
Allenamento del bagher, under 14 (o un livello in cui sai cosa è un bagher ma devi strutturarlo per bene).
L’allenamento prescrittivo, quello delle scuole e delle accademie, prevede che un certo giorno l’allenatore/istruttore spieghi come va fatto il gesto tecnico, metta i giovani atleti davanti ad un muro con un pallone e passi tra loro correggendo ogni singolo atleta ed ogni singolo movimento non conforme al modello.
L’allenatore/facilitatore del progetto equilibrium, diversamente, spiega come va fatto un bagher e magari all’inizio si comporti anche come l’allenatore prescrittivo. Ma subito, un attimo dopo, proponga un esercizio in grado di stimolare la creatività, la consapevolezza e l’adattamento personale.
Lo strumento che può adottare è relativamente semplice: il muro può essere sostituito da un compagno a distanza molto ravvicinata, da una superficie irregolare (palestre con spalliere, tabelloni pubblicitari, colonne, spigoli, ball). Una traiettoria sempre diversa e imprevedibile aiuterà a costruire adattamenti che hanno un buon feedback: la restituzione della palla nella giusta traiettoria e verso il target.
Il vincolo, che è proprio il titolo del tema, sarà : “colpire un bersaglio”, oppure “restituire la palla al compagno sul suo lato destro”.
Con questo semplice accorgimento abbiamo introdotto due concetti fondamentali che favoriranno l’adattamento personale e la creatività:
instabilità;
imprevedibilità.
Se affronti temi instabili e imprevedibili devi essere creativo per forza.
Questo metodo, ripetuto per tutti i fondamentali e soprattutto per le situazioni di gioco, favorirà le caratteristiche di indipendenza, personalizzazione della capacità di gioco, creatività, spontaneità e, senza essere uno scienziato, credo anche che favorirà quelle capacità di connessione tra neuroni che sono alla base di una certa efficienza mentale.
Gli ostacoli a questo metodo sono molteplici, ne cito due su tutti:
a) la fatica mentale richiesta ai ragazzi. Specie in squadre più evolute, con atleti e soprattutto atlete con storie sportive consolidate. In questo tipo di contesto ho trovato resistenze a richieste di uscire dal grove, il solco di abitudini create da anni di prescrizioni tassative. Qualche insuccesso, dovuto ad un periodo di adattamento che varia da individuo ad individuo, potrebbe mettere la pietra tombale su un percorso che invece necessita di prove ed errori. Vasco, a tal proposito, conclude con una frase che non deve passare inosservata: “Quando sei alla frutta, con le spalle al muro, se lo dici poi alla fine va bene.” Lui parla dello scrivere canzoni, ma a volte, davanti ad un compito tecnico, una situazione di gioco, un momento difficile della gara, i ragazzi sono “alla frutta” e “con le spalle al muro”, in quel caso deve emergere la loro spontaneità e creatività… che ovviamente va allenata prima ;
b) l’ambiente. Se non si ha la possibilità di lavorare in società in cui questo metodo sia condiviso da tutti gli allenatori e messo a conoscenza di genitori ed atleti in maniera esplicita (in questa società sportiva si fa così…) possono crearsi incomprensioni. L’erba del vicino, in questo caso, è sempre più verde: sembrano tanto belle quelle società in cui l’allenatore sa il fatto suo e dice esattamente alle ragazze e ai ragazzi cosa debbono fare e se non lo fanno sono dolori. Spesso chi osserva da fuori non capisce e chi non capisce destabilizza, per cui certe pratiche non debbono essere ricondotte alla stravaganza dell’allenatore, ma ad una scelta metodologica sostenuta da tutta la società di apparteneneza.
I rischi vanno corsi se vale la pena di correrli e dobbiamo far capire a chi ci circonda che questo metodo produce tanti effetti collaterali che saranno utili nello sport e nella vita dei giovani atleti. In fondo, se vogliamo una vita vincente, almeno un po’, dobbiamo avere una vita spericolata.
Riferimenti filosofici:
La linea filosofica che riconosce una pre-capacità interiore allo sviluppo di azioni positive è delineata in maniera piuttosto chiara. Non c’è dubbio che si debba partire dal Socrate/Platone, da leggere assolutamente l’esperimento del Menone, uno schiavo, opportunamente stimolato, che sviluppa il Teorema di Pitagora pur essendo digiuno di competenze geometriche e matematiche. Attraverso i filosofi cristiani che si ispirano a questa linea si può leggere il De Magistro di Agostino e su un versante più spiritituale l’Itinerarium di Bonaventura.
Il punto di approdo sono due filosofi dilettanti, nel senso che il loro mestiere è clinico, come Jung, che ha sviluppato la teoria degli archetipi e dei tipi psicologici, strutture preesistenti negli individui e nella società, e James Hilmann, che nel suo Codice dell’anima, descrive la vocazione di ogni essere a sviluppare in una quercia la ghianda naturale che è in noi.
Interessante, nella sterminata filmografica, che comprende anche il film L’attimo fuggente, il recente film di animazione della Disney: Soul, centrato sull’aspirazione ad essere ciò che si vuole essere e in un certo senso si deve essere.
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