La pecora nera

Nel lavoro educativo e sportivo, lโ€™etichetta di โ€œpecora neraโ€ indica chi si discosta dal comportamento collettivo. Piรน che un problema individuale, rappresenta un segnale relazionale che mette in luce tensioni e nodi nel gruppo. Analizzarlo con un approccio filosofico e di coaching aiuta a comprendere dinamiche, responsabilitร  condivisa e opportunitร  di crescita per lโ€™intero team.

Distopia e S.T.O.R.I.A

La previsione formulata a fine 2024 si รจ concretizzata: il 2025 ha assunto tratti chiaramente distopici. Regressione democratica e repressione, degrado ambientale e rinuncia politica, disuguaglianze strutturali, poteri economici e dispositivi di controllo, promessa di ordine e sicurezza come leva del consenso: lโ€™articolo ne illustra brevemente le ragioni e propone S.T.O.R.I.A., una griglia di pratica filosofica, un contributo alla riflessione attiva su questo momento che ricerca, attraverso gli strumenti filosofici, parole piรน chiare, prove ricostruite, interessi visibili, alternative praticabili, comunitร  di giudizio e azione misurata.

Eh, ma io sono ecologico da sempre!

Tutti dicono di essere โ€œecologiciโ€. Quasi nessuno lo รจ davvero. Nel coaching contemporaneo termini come vincoli, affordance e focus sullโ€™ambiente circolano con disinvoltura, ma il rischio รจ fermarsi a intuizioni isolate, senza un vero metodo. Essere quasi ecologici non basta: senza una coerenza di sistema, anche le migliori idee perdono forza e generano confusione. Partendo da questa ambiguitร , lโ€™articolo compie un passo indietro per andare avanti: John Wooden e Phil Jackson non hanno mai parlato di approccio ecologico, eppure il loro lavoro mostra con chiarezza perchรฉ oggi non possiamo farne a meno. Due modelli opposti โ€“ valori e stabilitร  da un lato, gestione del caos dallโ€™altro โ€“ che convergono in una stessa figura chiave: il coach come regolatore dellโ€™ecosistema. Un testo per chi sente che allenare non significa piรน โ€œdire cosa fareโ€, ma costruire ambienti che educano ogni giorno.

Lโ€™urlo di Munch

Tutti parlano di controllo, pochi parlano di percezione. In palestra urliamo perchรฉ crediamo che lโ€™errore sia una colpa. Ma se fosse invece la traccia piรน onesta di come un atleta sta leggendo il mondo? In questo articolo metto in discussione lโ€™allenamento prescrittivo e propongo una svolta ecologica: smettere di correggere il gesto e iniziare a progettare ambienti che insegnano a vedere. Perchรฉ il vero problema non รจ sbagliare, ma non capire perchรฉ si sbaglia.

COSA RESTERA’ DEGLI ANNI ’80

Perchรฉ alleniamo ancora come 50 anni fa? Mentre il mondo cambia alla velocitร  della luce โ€“ corpi, menti, ritmi, relazioni โ€“ molti allenatori continuano a proporre esercizi nati nellโ€™era di quando si andava a dormire dopo Carosello. Dal semplice al complesso, dallโ€™analitico al sintetico, ripetizioni infinite: una pedagogia lineare per un mondo che non รจ piรน lineare. Lโ€™approccio ecologico capovolge questa logica: non correggi il gesto, costruisci lโ€™ambiente. Variabilitร , instabilitร , vincoli, sovraccarico. รˆ lรฌ che nasce la tecnica vera: nellโ€™incontro tra atleta e mondo. Allenare oggi รจ un atto rivoluzionario: un modo per restituire ai ragazzi libertร , scelta, consapevolezza.